Perché ce lo chiediamo
Nel 1972 Ananda Chakrabarty deposita brevetto su un batterio modificato per degradare petrolio. Nel 1980 la Corte Suprema USA stabilisce che organismi viventi modificati sono brevettabili (caso Diamond v. Chakrabarty). Da allora migliaia di ceppi microbici sono brevettati: lieviti birrari proprietari, lattobacilli per yogurt industriale, ceppi probiotici. Domanda: questi brevetti sono incentivo legittimo all'innovazione, o privatizzazione di patrimonio comune dell'umanità?
Più modi di vederla
Voce industriale (Lallemand, Chr. Hansen, DSM)
Sviluppare un nuovo ceppo richiede investimenti enormi: 10-15 anni di ricerca, screening di milioni di varianti, test di stabilità, validazione clinica. Senza brevetti queste R&D non sarebbero finanziabili. I brevetti non chiudono i ceppi naturali — solo quelli specifici sviluppati. La distinzione è tecnica e sostanziale.
Voce commons / anti-biopirateria
Molti ceppi industriali sono "isolamenti" da tradizioni millenarie (lattobacilli del kefir caucasico, Aspergillus oryzae giapponese, lieviti del Trappist Westmalle). L'azienda li "isola" in lab e li brevetta — ma quelle tradizioni li hanno nutriti per secoli. È biopirateria mascherata da innovazione. I microbi sono patrimonio comune dell'umanità, come l'acqua.
Voce libertaria / mercato
Se non ti piace, non comprare prodotti con ceppi brevettati. Il mercato decide: se i fermentatori artigianali preferiscono ceppi liberi, le aziende dovranno adattarsi. La regolamentazione anti-brevetto creerebbe più problemi della libera scelta del consumatore.
Voce neo-tradizionalista
I ceppi tradizionali italiani (Saccharomyces del lievito madre Altamura DOP, Penicillium del Gorgonzola, lattobacilli del Parmigiano Reggiano) appartengono a comunità territoriali. Non possono essere brevettati da multinazionali. Ma possono essere protetti dalle DOP/IGP — è una forma di proprietà collettiva.
Come la pensiamo
Posizione dichiarata: NO ai brevetti sui ceppi microbici. I microbi non sono invenzioni umane: esistono da 3.5 miliardi di anni e l'umanità ha imparato a usarli collettivamente per 12.000 anni. Chi li "isola" in laboratorio sta scoprendo, non inventando. La R&D è finanziabile in altri modi: sussidi pubblici, modelli a marchio (come DOP), open source con servizi proprietari, consorzi non-profit. Il sistema brevettuale attuale serve principalmente a concentrare potere e profitti.
Quando una multinazionale brevetta un ceppo "isolato" da tradizione coreana o caucasica, sta privatizzando saperi che generazioni di donne contadine hanno custodito senza essere mai pagate. Il discorso "incentivo R&D" è valido in astratto ma pratica reale è: la R&D di Lallemand serve Lallemand, non l'umanità. Modelli alternativi esistono e funzionano — Open Source Seed Initiative, Slow Food Presidi, consorzi DOP. Sono praticabili anche per microbi.
Testo della redazione di Fermentation Lab, lo stesso della Libreria dell'app. Hai trovato un errore? Scrivici: fermentationlabapp@gmail.com